Anch’io, tradizionalista cattolico, avrei fischiato volentieri a Vicenza l’inno di Mameli…


Polemiche per i fischi all’inno di Mameli alla manifestazione della Casa delle libertà, sabato scorso a Vicenza. Innescate dalla sinistra comunarda, che si ricorda della Patria, solo quando c’è da difendere il tricolore verde massoneria, contro i veri vessilli della Tradizione, quelli dei gloriosi Stati italiani preunitari. Quando l’Italia è preda di terroristi islamici, invasa da terzomondiali acattolici, la sinistra ripiega i tricolori, spegne in gola gl’inni patriottardi e torna, come sempre, mondialista, relativista, in una parola calabrache e traditrice dell’identità veneta e italiana.

Come si fa a non fischiare l’inno dei fratelloni (quelli massonici, tanto per capirci) d’Italia? Si dimentica forse che la tanto conclamata unità d’Italia fu l’unità risorgimentale, vale a dire quella che ebbe la Chiesa Cattolica, la religione degl’italiani e i legittimi Prìncipi quale suo principale bersaglio? Si dimentica che l’unità risorgimentale aprì le porte a una guerra civile che divampa a tutt’oggi fra le due Italie, quella della Tradizione classico-cristiana e quella figlia delle sette massonico-carbonare, delle ideologie anticristiane (liberalismo, socialcomunismo ecc.) nonché prona al risorgente totalitarismo di baracconi mondialisti e socialisteggianti come l’Onu, l’UE ecc.?

Non la religione, non il venerando portato dei secoli, bensì l’inno dei fratelloni sarebbe dunque l’emblema di unità nel quale dovemmo riconoscerci? Ma che ci facciano il piacere!

Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta”. Ma dove, ma quando? Se non è mai stata così imbeotita dalle sirene del politicamente corretto e dall’ipocrisia cattocomunista! Che si desti e in fretta, invece, dal sonno della rivoluzione anticristiana che ancora la intorpidisce; che si risvegli alla Croce di salvezza di Gesù Cristo e non sotto l’ombra sinistra dello stellone, della falce e martello o della mezzaluna.


Il Coordinatore

Maurizio-G. Ruggiero


Verona, 24 ottobre 2006